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Scimitarra
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La mweascimitarra (mweqin persiano شمشیر, shamshir) è un'mwegarma bianca manesca del tipo mwewspada originaria dei paesi del mwfaMedio Oriente. Ha mwfqlama monofilare dalla curvatura molto pronunciata, con taglio convesso e dorso concavo, capace di provocare danni molto gravi se usata di taglio, ed impugnatura ad una mano.
Dalla scimitarra orientale venne derivata la moderna mwfwsciabola occidentale, dalla quale la prima si differenzia sempre per l'avere la lama molto più ricurva.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
Il mwgwvocabolo "scimitarra" compare nel mwhalessico della mwhqLingua italiana e della mwhgLingua francese (in questo caso "mwhwcimeterre") a partire dal mwiaTardo Medioevo e si afferma poi in tutte le lingue europee. La quasi certa origine del vocabolo europeo è da ricercarsi nei termini in mwiqpersiano mwigshim- o mwiwmwjashamshir, indicanti appunto, sin dall'mwjqXI secolo la scimitarra mwjgpersiana, la mwjwmwkashamshir. Il vocabolo "shamshir", a sua volta, è di possibile derivazione da mwkqshafshēr, in mwkglingua pahlavi "artiglio del leone" (mwkwsham = artiglio, mwlashir = leone), in riferimento alla forma ricurva della mwlqlama dell'arma. Tuttavia è molto probabile che si tratti di un'erronea interpretazione recente, radicatasi anche in ambiente accademico, in quanto la parola mwlgshafshēr era già presente in pahlavi con il significato generico di mwlwspada (v. mwmaspada sasanide)cite-ref-1[1].
Una serie di armi tradizionali sono comunemente chiamate scimitarre:
• mwoamwoqDao (scimitarra archetipica dei mwogturco-mongoli)
• mwtamwtqNimcha (di origine mwtgmarocchina)
Storia
Le mwxqpopolazioni nomadi dell'mwxgAsia Centrale (mwxwTurchi, mwyaTartari, mwyqMongoli) iniziarono ad utilizzare mwygspade a mwywlama ricurva dalla fine dell'era degli mwzaXiongnu (mwzqIII secolo)cite-ref-2[2], con un'affermazione definitiva del modello al tempo degli imperi dei mwagGöktürk (es. mwawKhaganato turco), subentrati nel territorio precedentemente occupato dagli mwbaUnni.cite-ref-3[3]
Si trattava di armi dalla lama marcatamente ricurva, monofilare, con un contro-taglio (mwcgyelman) lungo quanto un terzo della lama, in mwcwacciaio con alte percentuali di mwdacarbonio. Per via del suo peso contenuto e della lunghezza, nonché per la peculiare sagoma che risultava particolarmente adatta ai colpi di taglio preferiti dal guerriero in sella, ebbe larghissima diffusione tra i cavalieri. Le normali spade erano più versatili, grazie alla loro capacità di colpire di taglio e soprattutto di punta ma questa capacità non risultava così necessaria per i soldati a cavallo che avevano necessità di colpire rapidamente senza rischiare di impigliare la lama.
La diffusione dell'mwdgIslam tra i turchi contribuì alla diffusione della loro spada ricurva, il mwdwmweakilij, tra i grandi regni dell'mweqAsia occidentale, a discapito delle spade a lama diritta precedentemente in uso presso gli mwegarabi (v. mwewmwfakaskara), in uso sino al mwfqIX secolocite-ref-4[4]. I primi mwggkilij ad entrare nel bacino culturale arabo appartenevano ai mwgwmwhaGhulam, gli schiavi-soldati di etnia turca che combatterono per i mwhqcaliffi mwhgOmayyadi ed mwhwAbbasidi. La creazione dell'mwiaImpero selgiuchide in mwiqPersia e del mwigSultanato di Iconio in mwiwAnatolia (mwjaXI secolo) fece dei turchi la potenza dominante dell'Asia centrale e del mwjqMedio Oriente, garantendo ulteriore diffusione e successo alla loro spada ricurva. Proprio in questo periodo, in Iran, iniziarono a diffondersi le mwjgmwjwshamshir a lama ricurva derivate dal mwkakilij. Il parallelo avvio delle mwkqcrociate ed il conseguente intensificarsi dei contatti e degli scontri tra europei, mwkgbizantini e potentati musulmani, diffuse in mwkwEuropa l'idea della scimitarra quale arma "standard" di "mori" e "mwlasaraceni".
Nel mwlgXV secolo, la costituzione dell'mwlwImpero Moghul introdusse l'uso della scimitarra in mwmaIndia, ove sviluppò la locale variante, il mwmqmwmgtalwar, a discapito della spada monofilare a lama diritta (mwmwmwnakhanda) in uso alla casta guerriera locale. Parallelamente, la definitiva affermazione dell'mwnqImpero ottomano quale potenza dominante in mwngEuropa orientale e mwnwMedio Oriente garantì al mwoakilij un'enorme diffusione. Al volgere del mwoqXVI secolo, i continui contatti e scontri tra la mwogcavalleria pesante occidentale e l'mwowesercito ottomano nei mwpaCarpazi ed in mwpqUcraina favorì lo sviluppo di una spada da cavallo ibrida, la mwpgmwpwszabla, in forza alla cavalleria della mwqaConfederazione polacco-lituana (v. mwqqmwqghusaria), che funse da mwqwarchetipo per lo sviluppo della mwrasciabola occidentale.
Il sistematico affermarsi dell'mwrgartiglieria pesante tra mwrwXVIII e mwsaXIX secolo, unitamente alla diffusione del mwsqmoschetto e della mwsgbaionetta, relegò la scimitarra, così come quasi tutti gli altri tipi di lama, ad un ruolo puramente di prestigio e ornamentale. La vittoria di Napoleone sui mwswMamelucchi egiziani (mwta1798-mwtq1801), grazie ad un uso disciplinato e impeccabile delle tecniche di combattimento moderno, costituì certamente un significativo segnale del sempre più ristretto campo d'azione della cavalleria leggera armata di scimitarra (seppur poi una mwtgbrigata di mamelucchi armati di scimitarra venne incorporata nelle file della mwtwGrande Armata). Anche quale arma di rappresentanza, sul territorio europeo, la scimitarra andò quasi scomparendo, in favore dell'ormai ben sviluppata sciabola, prediletta dagli eserciti occidentali. Nel mwua1826, il mwuqsultano mwugMahmud II operò una radicale ristrutturazione dell'esercito ottomano, abolendo l'uso del vecchio mwuwkilij proprio in favore della sciabola occidentale, segnando la fine di un'epoca.
Simbologia
L'importanza dell'arma nella cultura islamica è tale da far sì che essa venga usata simbolicamente in numerose bandiere di stati della zona araba, come quella dell'mwvgArabia Saudita o come quella della divisione mwvw"Handschar", la forza composta da bosniaci islamici organizzata dalle SS.
Costruzione
La caratteristica peculiare della scimitarra è la sua mwwglama ricurva, volta ad amplificare il momento angolare del colpo per garantire, a parità di larghezza, maggior efficacia al colpo di taglio rispetto ad una spada a lama diritta. Detta dinamica era già stata approfonditamente studiata da Sir mwwwRichard Francis Burton (mwxa1821-mwxq1890) nel suo mwxgThe Book of the Sword (mwxw1884), basando le sue considerazioni fisico-scientifiche su quanto osservato da lui e da altri ufficiali dell'mwyaesercito britannico durante le campagne nel mwyqsubcontinente indiano nel corso del mwygXVIII-mwywXIX secolo.
«The superiority of the curved blade for cutting purposes is easily proved. In every cut the edge meets its object at some angle, and the penetrating portion becomes a wedge. But this wedge is not disposed at right angles with the Sword: the angle is more or less oblique according to the curvature, and consequently it cuts with an acuter edge. […] The
Talwar
, or half-curved sabre of
Hindustan
, cuts as though it were four times as broad and only one-fourth the thickness of the straight blade [i.e. a
Claymore
]. But the drawing-cut has the additional advantage of deeping the wound and of cutting into the bone. Hence men of inferior strength and stature used their blades in a manner that not a little astonished and disgusted our soldiers in the Sing and Sikh campaigns.»
(Burton, Richard (1884), The Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus, pp. 130-132.)
Onde garantire ulteriore efficacia al colpo di taglio, la scimitarra, nella sua forma archetipica (mwzgdao mongolo) e nella sua forma classica (mwzwkilij turco), presenta inoltre un allargamento in prossimità della punta della lama, il contro-taglio (mw0ayelman in mw0qlingua turca). Si tratta però, in questo caso, non di una invenzione orientale ma di un accorgimento già noto ai popoli del mw0gMediterraneo antico.
(greco)
«ὡς δὲ τοὺς ἐναντίους βλάπτειν, μάχαιραν μὲν μᾶλλον ἢ ξίφος ἐπαινοῦμεν: ἐφ' ὑψηλοῦ γὰρ ὄντι τῷ ἱππεῖ κοπίδος μᾶλλον ἡ πληγὴ ἢ ξίφους ἀρκέσει.»
(italiano)
«Ma per ferire i nemici, a mio parere, è molto meglio
la sciabola
che la spada,
perché venendo il colpo dall'alto più profonda sarà la ferita inferta dalla sciabola
, arma che ferisce di taglio, che dalla spada.»
(Senofonte, Sull'equitazione - XII, 11-12)
Note
cite-note-11. ↑ Khorasani, Manouchehr Moshtagh (2010), mw4gTerminology of Arms and Armor used in the Shahname: a Comparative Analysis "Swords and Maces".
cite-note-22. ↑ mw5g(mw5wmw6aTR) Yaşar Çoruhlu, mw6qErken devir Türk sanatı: iç Asya'da Türk sanatının doğuşu ve gelişimi, Kabalci Yayinevi, 2007, pp.mw6g 74-75.
cite-note-33. ↑ mw7g(mw7wmw8aTR) Bahaeddin Ögel, mw8qTürk Kılıcının Menşe ve Tekamülü Hakkında, Dergisi, 1948.
cite-note-44. ↑ Lindsay, James E. (2005), mw9qDaily life in the medieval Islamic world, Greenwood Publishing Group, ISBN 0-313-32270-8, p. 64.
Bibliografia
• mw-gBurton, Richard (1884), mw-wThe Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus mw-aThe Book of the Sword by Richard Francis Burton.
• Elgood, Robert (1994), mw-gThe arms and armour of Arabia in the 18th-19th and 20th centuries, Scolar Press, ISBN 978-0-85967-972-5.
• Evangelista, Nick (1995) [e] Gaugler, William M., mwaqeThe encyclopedia of the sword, Greenwood Publications, ISBN 978-0-313-27896-9.
• Haider, Syed Zafar (1991), mwaqqIslamic arms and armour of Muslim India, ISBN 978-969-8123-00-0.
• Ögel, Bahaeddin (1948), mwaqcTürk Kılıcının Menşe ve Tekamülü Hakkında, Dergisi.
• Stone, George Cameron (1999) e La Rocca, Donald J., mwaqkA Glossary of the Construction, Decoration and Use of Arms and Armor: in All Countries and in All Times, Dover, ISBN 978-0-486-40726-5 mwaqsGlossary of the Construction, Decoration and Use of Arms and Armor in All ... - George Cameron Stone - Google Libri.
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